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29/10/11

Salviamo Anzio: Vincitori e Vinti


Giovedì, 27 ottobre:
GreenOceanSurfing nasce con la doppia anima surfista e ambientalista. Finora a ieri avevo sempre pensato, sbagliando, che queste 2 fossero facce della stessa medaglia. Ero convinto che fosse impossibile praticare il surf e non amare il mare; impossibile pensare che un surfista non sia il primo a rispettare l’ambiente da cui trae ispirazione costante per vivere e in cui trova la felicità.
Effettivamente vedere che spesso gli spot sono luoghi colmi di rifiuti e scorgere tra quei rifiuti carte imballaggi di paraffina o di attrezzature surfistiche, avrebbe dovuto già farmi ricredere….
Ma ieri ho scoperto sulla mia pelle, sulla pelle di mesi di lotta e di sacrifici che è vero! Nel surfista convivono 2 anime: la smania per le onde e l’amore per il mare. Ieri una di loro ha perso, una ha vinto.

“Salviamo Anzio”, non è solo uno stupido slogan, è la realtà per tanti aspetti. Uno fra questi riguarda proprio le coste. Infatti Anzio è posta sull’unico punto in cui la costa si alza oltre il livello del mare per chilometri e chilometri. Questa sua caratteristica ne denota certamente il fascino, ma allo stesso tempo la ormai urgente questione dell’erosione. Intere porzioni di falesia (pendiche ad Anzio) crollano ogni anno. Case, strade, alberi sono lì abbarbicati aspettando il salto. Certamente bisogna intervenire in qualche modo! Certamente bisogna quantomeno allontanare le persone dalle pendici delle falesie per scongiurare incidenti!

Crolli a Tor Caldara
La Regione Lazio nel 2009 vara un progetto attraverso l’ARDIS (Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo) per la difesa della costa di Anzio. Il progetto prevede 3 lotti che completerebbero la creazione di un sistema a celle per un tratto di costa di oltre 4 chilometri, più un famigerato lotto di ripascimento. In parole povere sono previsti 15 pennelli (moli perpendicolari alla linea di costa) lunghi 100 metri raccordati in punta da una barriera interminabile di massi, in parte emergenti, in parte sotto il pelo dell’acqua di 50 centimetri!
A febbraio di quest’anno i lavori iniziano senza tanta enfasi (stranamente, essendo dei lavori così importanti e vitali). Insospettiti ci siamo subito procurati le carte del progetto e abbiamo scoperto cosa stava succedendo…. Da lì a poco si sono susseguiti mesi di manifestazioni, articoli, informazione, incontri…. Tutto questo perché nessuno era stato informato veramente della natura dei lavori; perché bisognava assolutamente che tutti venissero a conoscenza del progetto che avrebbe cambiato il volto di 4 chilometri di costa! Intervenire contro l’erosione ok, ma non al prezzo di deturpare la costa! 


Il progetto dell'ARDIS
Volevamo delle modifiche al progetto!!
Con l’intervento di Legambiente si è poi scoperto che questo progetto non aveva la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), necessaria per opere di questo genere. La Procura della Repubblica indaga. Da qui eravamo convinti che qualcosa sarebbe cambiato…. In realtà pare che quest’intervento ricada in una serie di opere ad alto carattere di emergenza che, dopo il terremoto di L’Aquila, sono in mano alla Protezione Civile e non necessitano di questo tipo di iter….
Come architetto, mi rifiuto comunque di pensare che una casa sia solo 4 mura e un tetto…. Un progetto, di qualunque tipo, prevede tanti altri fattori! Soprattutto quando investe un territorio come quello di Anzio con una storia lontana e importante…. Balneazione, turismo, ambiente, igiene, sicurezza, panoramicità, paesaggio….
Ma le chiacchiere stanno a zero! Le ruspe a mare continuano il loro lavoro e tutto poteva essere perso…  ma qualcosa si è mosso…. Saranno state le croci sulla spiaggia del nostro ultimo intervento con Legambiente; sarà stato che molti pian piano si sono resi conto dell’impatto devastante soprattutto della barriera ininterrotta; sarà stato il buon senso; sarà stato quello che volete; comunque ieri in tarda mattinata mi sono recato come portavoce di numerose associazioni (Anzio-Surf, Surfer’s Club, Anzio Riders Crew, European Lifeguard Association Anzio, Surf Rider Foundation, Surfcasting, Tennis Club Lavinio) insieme con la signora Di Renzoni, rappresentante Sib (Sindacato Italiano Balneari) di Anzio e Nettuno ed alcuni esponenti degli stabilimenti a colloquio con il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini.

Oggi
Salviamo il salvabile” mi ripetevo e così è stato. In un clima di cooperazione anche col tecnico dell’ARDIS al telefono posso dire che:
-         per quanto riguarda il secondo e il terzo lotto di lavori (quelli che poi interesseranno in particolare il Garda, spot di Anzio per eccellenza….) si faranno solo pennelli senza alcuna barriera trasversale. Questo, come testimoniano interventi in tante parti del mondo, è da considerare, tra i tanti, il metodo più produttivo in termini di salvaguardia delle coste (spezzando le correnti trasversali), di aumento della spiaggia (con la creazione di pocket beaches naturali), di ricambio d’acqua, di libero passaggio al mare aperto di imbarcazioni e nuotatori, di libera visuale del mare antistante e non ultima di formazione di onde surfabili.
-         Per il primo lotto, quello in fase operativa, le notizie, soprattutto per me (qui sono, o meglio, erano tutti i miei home-spot ) non sono entusiasmanti. La barriera verrà abbassata ad oltre un metro e mezzo sotto il livello del mare (invece del precedente mezzo metro) e verranno praticate delle grandi aperture al centro. Sempre meglio di una linea di massi a pelo d’acqua, ma insomma che vi devo dire…. 

Anglet (F)
 3 chilometri di costa, in qualche modo, sono stati "salvati" o quantomeno saranno ancora praticabili e fruibili come lo sono sempre stati. E poi magari un giorno scopriremo che si creeranno spot nuovi sulla barriera…. La mia speranza è che, come per gli altri due lotti si sono resi conto dell’assurdità di questa barriera, che peraltro non vuole nessuno, in fase di conclusione dei lavori anche nel primo lotto verrà definitivamente cancellata….

Come ambientalisti abbiamo perso: il giorno che faranno reef artificiali e opere veramente sostenibili è ancora lontano.

Come surfisti abbiamo vinto e forse inizieranno a fare progetti più fruibili per tutti, soprattutto per chi il mare lo vive veramente in tutte le sue forme e tutto l’anno. Forse Anzio potrebbe essere un punto da cui iniziare a ragionare con chi progetta questo tipo di opere. Troppo ottimista, eh?
Non perdiamo mai il polso della situazione! Occhi aperti e grazie per l’appoggio e il sostegno.
Il mare è nostro, non facciamocelo rubare….

Com'era il Lido delle Sirene
Venerdì, 28 ottobre:
Guardo le ruspe con sospetto. Stanno operando in modo quasi incomprensibile. Pensavo fosse per il mare grosso, ma oggi è calmo eppure continuano a lavorare sulla spiaggia ruspando sabbia. Sul pennello davanti al Tortuga hanno ammassato sassi per un’altezza di almeno 3-4 metri. La strada ora è a 3 corsie….
Cosa succederà alla nostra costa? Tremo, ma spero.
Anche se i lavori venissero fermati cosa succederebbe? Ancora meno spiaggia. Ancora più pericolo sotto le falesie. Al fermo dei lavori non si sostituirebbe la possibilità di progettare reef artificiali. Rimarrebbe il niente. Potrebbe anche rimanere questo immondo cantiere abbandonato nei secoli.
E se non si fosse arrivati a modifiche sostanziali, cosa ancor peggio sarebbe accaduto? Una barriera infinita di sassi, alghe e pozze di acqua morta e terra fangosa.
Abbiamo fatto tutto quello che potevamo” continuo a dirmi. Spero sia vero.
Ma per ora le sperate modifiche sono state concordate e un minimo di base per il futuro esiste. Da qui l’impegno deve essere quello di intervenire prima che i progetti vengano approvati. Intervenire alla fonte! I tecnici devono iniziare a progettare a 360 gradi abbracciando tutte le istanze e vagliando tutte le possibilità. Più cultura del mare e rispetto dell’ambiente. Questa deve essere la missione di tutti noi surfisti.
E mò basta chiacchiere.



Bruno Pepe 

28/07/11

Salviamo Anzio: la bocca del disgusto


Dopo l’arrivo della Goletta Verde abbiamo fatto passare un po’ di tempo senza infierire sullo stato del territorio marino di Anzio. Questo è stato in un certo senso dovuto a 2 fattori.
Il primo è certamente il nostro impegno quotidiano, durante questi mesi estivi, nella promozione dello sport con dimostrazioni di surf e sup e con il nostro impegno nella didattica insieme con i ragazzi dell’Anzio-Surf.
Il secondo fattore è invece il nostro desiderio di far capire proprio con queste azioni che noi siamo pro-Anzio! Che il nostro solo ed unico desiderio è di far crescere la cultura del mare e dello sport. Purtroppo il dover sostenere la bandiera nera per Anzio, nonostante il nostro amore per questa città, è stato l’unico modo per far luce sulla vicenda delle dighe….


Da mesi e mesi, contro tutto e tutti insieme con altri sparuti amici di sventura, abbiamo sostenuto la necessità di intervenire per correggere il progetto in atto sulle nostre coste. Per mesi, attraverso internet, tv, giornali locali e non abbiamo cercato di far vedere cosa si stava perpetrando sotto i nostri nasi e quali sarebbero potute essere le conseguenze…. Ora ci siamo!
I pochi (ormai) avventori della spiaggia di fronte alle dighe si sono accorti che la situazione è terribile e destinata a peggiorare. Al di là di quei giorni fortunati in cui l’acqua è quasi decente, per il resto si susseguono problemi intestinali (!?), giornate di acqua maleodorante, correnti e buche incontrollate…. La condizione della spiaggia libera a nord dello Scoglio dell’Orso è allo sbando e ancor peggio quella dello stabilimento La Scialuppa 2 dove il buon Silvio, nonostante l’incrollabile sorriso, cerca in tutti i modi di arginare il disastro. I balneari continuano a sperare che la situazione migliorerà una volta compiuta l’opera, ma con molte probabilità invece peggiorerà!


Dovrebbero svegliarsi e farsi parte civile in una causa contro chi ha pensato di  intervenire in questo modo sul “loro” territorio! Basta vedere cosa hanno combinato riguardo allo sbocco della fognatura proprio davanti alle “dighe”. Il problema l’abbiamo segnalato in mille occasioni attraverso tutti i mezzi possibili ed il risultato, malgrado le loro rassicurazioni, è stato quello che potete vedere dalle foto! Per non parlare dell’odore disgustoso…. 


Siete ancora sicuri di stare dalla parte giusta?!?!

27 luglio 2011
SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!

09/07/11

Salviamo Anzio: Bandiera Blu, Nera…. Verde!

Per un po’ avevamo quasi dimenticato una presenza ingombrante…. Quei massi ammucchiati quasi caoticamente lungo un bel tratto di costa (500m)…. Quelle dighe che per questi primi mesi dell’anno hanno accompagnato gran parte delle nostre attività, che ci hanno spinto a diventare un’associazione per avere più forza come presenza e come voce; le stesse “dighe” che ci hanno portato in prima fila in una vicenda che in tutta franchezza avremmo preferito non dover affrontare….
Ma tant’è! La vita ti riserva sempre delle sorprese….


Molti si avvicinano al mare per avere un orizzonte pulito, per sentirsi liberi…. Alcuni guardano al mare come ultima frontiera per fuggire la cementificazione eppure anche nell’acqua un giorno possono arrivare le ruspe e i camion e i clacson…. Sembra incredibile!
L’erosione delle coste è un problema serio e come tale va affrontato.
Ad Anzio (Bandiera Blu 2011) non sembra che ciò sia avvenuto. Iniziamo a dire che una costa con falesie argillose produce poca rena; che mai nella storia si sono viste spiagge molto profonde in questo tratto di costa e soprattutto che la sabbia finora portata era quella del Tevere e che la cementificazione del fiume e la sua chiusura a monte provocano la carenza di sabbia….
Ma vogliamo dare la colpa al mare? Bene! 
Allora studiamo le maree e i venti prevalenti e le correnti e i regimi invernali e estivi…. Poi andiamo a fare un progetto specifico per quella costa e le sue caratteristiche. Lo proviamo in vasca. Lo sottoponiamo a studi di impatto ambientale e solo allora lo mettiamo in opera!
Qui si prende un progetto standardizzato alla “teoria dei massi” (più pietre metto più proteggo) e lo applico indistintamente a chilometri e chilometri di costa. Mi accorgo che non funziona (vedi Nettuno e il provvedimento di somma urgenza per eliminare le barriere), eppure continuo indistintamente a promuoverlo come innovativo metodo per risolvere l’erosione….

E questo è successo ad Anzio!
Progettisti regionali che intervengono sulle coste con progetti che si commentano da soli: vasche di acqua di 200 metri per 100 con pennelli a T collegati da una barriera che corre senza soluzione di continuità per chilometri….
Persino il Sindaco più volte ha espresso il suo sconcerto e Lui, come tutta l’amministrazione, sembra preda di tecnici che portano avanti questo tipo di intervento! Reef artificiali, metodi BMS, o anche più semplicemente i pennelli perpendicolari alla costa che proteggono dalle correnti trasversali (metodo usato in tutto il mondo) sono per questi progettisti metodi superati dal dirompente muraglione!
E allora tutti coloro che amano il mare, l’ambiente e la propria città cercano di opporsi fino a che una Goletta appare all’orizzonte e porta un po’ di speranza….

 
Mercoledì 6 luglio, i volontari di Legambiente con noi di GreenOceanSurfing ci siamo incontrati sulle spiagge di Marechiaro (Anzio) per accogliere Goletta Verde che con la sua presenza ha riportato l’attenzione su questi massi che stanno deturpando il nostro territorio. Per l’occasione c’erano tutti: Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde, Anna Tomassetti, presidente del circolo Le Rondini di Anzio e Nettuno, Giorgio Giolini del Comitato Anzio-Colonia e con loro giornalisti e tanti avventori….
Dopo mesi di attesa, la Goletta ci ha portato la notizia che la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), necessaria per opere di questo genere, non esiste e che Guardia di Finanza e Procura stanno indagando in tal senso. Staremo a vedere che succederà con la speranza che, salvando Anzio e arrivando a una soluzione efficace e con basso impatto ambientale, si potranno salvare tante altre località che attendono la stessa sorte.
Ancora una volta, la mattinata del 6 è stata un’occasione per parlare con le persone di questi lavori e scoprire ancora di più quanto l’informazione sia l’unica carta vincente. Molti non conoscono il progetto; molti ignorano quale sia il futuro della costa; molti altri sono convinti di sapere, ma non comprendono che l’unica cosa che conta in situazioni del genere sono il progetto e il capitolato d’appalto…. Tutto il resto sono parole al vento!
È stata una mattinata di festa con la pulizia della spiaggia e tante bandiere colorate, ma è stata una giornata difficile per chi ama questa città e il suo mare nel vedere assegnata la Bandiera Nera dalla Goletta Verde….
La Regione ci ha dato il fardello di 4 chilometri di costa mortificati, ma noi che amiamo il nostro territorio dobbiamo opporci e pretendere soluzioni alternative che rispettino l’ambiente e i suoi cittadini!









Qui il comunicato stampa di Goletta Verde:
Qui il report di Paese Sera a cura di Roberto D’Amico:
Inoltre per chi fosse interessato c’è sul mensile del Paese Sera di questo mese un articolo che riguardo proprio questo argomento.

Questo un videoreport della mattinata....



07/06/11

DREAMS_longboard and alternative boards

Cristian Corradin, direttore di una delle più coraggiose riviste italiane di surf, Dreams _ Longboard and alternative boards, tempo fa ci aveva contattato per chiederci qualche informazione sui lavori che stanno modificando per sempre la costa e il surf ad Anzio.
Da qui è nata un'ntervista a Bruno Pepe di GreenOceanSurfing, che dall'inizio di questa tumultuosa questione ha cercato, con l'aiuto di tante persone illuminate, di far luce sulle reali dinamiche di quest'opera....

Speriamo per voi che riusciate a trovare la rivista nei migliori surfshop, perchè merita veramente, ma intanto vi offriamo la scannerizzazione delle pagine 14  e 16 di questo numero 14 di DREAMS;-)

Grazie ancora a Cristian per lo spazio!



02/05/11

Salviamo Anzio: guardarsi attorno (il guardacoste)

Oggi, 2 maggio, avremmo capito se i lavori avrebbero avuto la pausa estiva il 30 aprile, come descritto dalla ordinanza comunale, oppure se sarebbero continuati fino a fine maggio, come da voci di corridoio.... fatto sta che stamattina presto la ruspa è arrivata, un'ora di baccano, poi improvvisamente è scomparsa per tutto il giorno! Un giorno in meno è sempre benvenuto, ma che sarà successo? Staremo a vedere....

24 marzo - 22 aprile: un mese di duro lavoro....
Diciamoci la verità: dopo 3 mesi di articoli e post e parole al vento la questione “dighe” ad Anzio ha iniziato a stufare, soprattutto il fatto che poi, nonostante la mole di informazioni che si è cercato di far passare, gli stessi cittadini della città non si sono mai interessati più di tanto al problema.
L'idea che si è cercato di far passare è che è un problema solo dei surfisti e di altri pochi che non vedono la questione nella giusta prospettiva.... e qual'è questa prospettiva? Che aumenterà la spiaggia? Che la costa verrà protetta dalle mareggiate? Che le “dighe” diverranno tane per polpi e luoghi dove imbandire tavolate e barbecue? Vedendo la qualità dell'acqua all'interno della barriera qualche domanda ci sarebbe da porsi. Soprattutto considerando il fatto che tutti questi massi terrosi producono un fondale limaccioso e marrone.
Ma la teoria è una cosa diversa dalla pratica e allora ci si accorge che se a Nord del pennello (all'interno della “diga”) l'acqua è torbida e poco gradevole alla vista e a Sud (mare aperto) è senza ombra di dubbio pulita e trasparente.... insomma, a distanza di 5 metri, i genitori fanno giocare i loro bambini nell'acqua melmosa....
Mare o lago? Laguna....

C'è poco da capire, ma da stupirsi allora quando il sindaco della città adiacente, Nettuno, dopo poco tempo dalla realizzazione delle dighe soffolte dichiara:“....stiamo lavorando e facendo pressioni presso gli organi di competenza per la tutela della costa di Nettuno, duramente colpita dal fenomeno di erosione. E’ ormai evidente che il sistema delle dighe soffolte sia del tutto insufficiente e inadeguato: è necessaria la collocazione di pennelli a protezione dell'intero tratto di costa, progetto che sostengo da tempo e su cui ho riscontrato anche il favore di diversi operatori di stabilimenti balneari”. E allora l'ARDIS (stessa agenzia regionale che si occupa dei lavori ad Anzio) decide di intervenire con provvedimento di somma urgenza per rimuovere le barriere soffolte e lasciare i soli pennelli.

I primi abitanti degli scogli
Il plasto-polpo....
 E pure a Sabaudia, la giunta insieme con l'Ente Parco, la Provincia di Latina e il Consorzio di Bonifica avalleranno progetti alternativi alla prossima riunione con l'ARDIS il 5 maggio prossimo che prevedano la ricostruzione ambientale della duna di San Martino con interventi di ingegneria naturalistica e la difesa della costa con metodi diversi dalle barriere soffolte. Un membro del consiglio direttivo dell'Ente Parco, Nello Ialongo, si dice contrario alle barriere soffolte in quanto, sostiene, tale metodo ha sempre causato devastazioni per le coste limitrofe.
Chiavetta e Ialongo evidentemente devono essere dei surfisti per accanirsi contro le povere barriere....
Ma tant'è, l'importante è far vedere che si interviene tanto poi c'è sempre tempo di re-intervenire, no? Restiamo comunque in attesa per vedere quel che uscirà dall'incontro ARDIS - Comune di Sabaudia - Ente Parco.

RICORDATEVI CHE LA REGIONE PENSA ANCHE A VOI.... PRESTO CI SARANNO ALTRI 25 MILIONI DI PIETRE NEI NOSTRI MARI.... MA PARE SIA UN PROBLEMA CHE RIGUARDA SOLO I SURFISTI, E NEMMENO TUTTI!!!! SVEGLIAAAA!!!!

Queste le 2 gocce di pioggia di sabato. Affrontare i problemi con cognizione di causa, l'unica cosa richiesta....
Presto lo scempio che stanno perpetrando ad Anzio potrebbe essere fatto a casa vostra, sulle vostre spiagge, a coprire i vostri spot.... facciamo in modo che tutte le Amministrazioni e i cittadini stessi siano spinti a pretendere il rispetto per il proprio territorio e delle proprie risorse naturali e ambientali. Non lasciamoci fregare dall'idea che tanto non ci possiamo fare niente.... prima o poi le cose devono cambiare e noi possiamo essere parte del cambiamento.... 
Scrivete a:
ilguardacoste@gmail.com
per creare insieme un database di tutti gli interventi antierosione fatti in Italia e avere un'arma, per salvare i nostri spot, contro le istituzioni nel momento del confronto.... foto, testi, progetti, prima-e-dopo, commenti da locals....

RICORDATEVI CHE QUESTO FINE SETTIMANA CHIUDEREMO LA RACCOLTA FIRME, QUINDI FORZAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!