Alcune tavole le amiamo alla follia e le usiamo fino all’ingiallimento più assoluto, fino a che non assorbano tanta acqua da gocciolare a fine session; altre tavole, presi da un iniziale innamoramento, una volta in acqua si rivelano una delusione tipo wonder-bra; altre ancora le teniamo aspettando il giorno giusto, l’onda giusta, la mareggiata giusta e ingialliscono di tungsteno; tutte però hanno un fattore comune: un qualcuno le ha pensate e realizzate.
E la stessa cosa accadeva nelle Isole Hawaii centinaia di
anni fa quando ci si costruiva le tavole dal legno degli alberi koa, ma ci si
affidava anche ad abili artigiani affatto economici. Perchè quando un re
cavalcava le onde sul suo olo c’era poco da scherzare: decine di chili di
robusto legno tropicale sfrecciavano per metri e metri e lo shape era tutto già
allora.
E proprio di tavole di legno si parla…. Della sorprendente
giornata passata seguendo passo passo la creazione di un’alaia. Come sempre
dietro ogni cosa si nasconde della poesia, bisogna solo osservare con
curiosità.
